| IL CHA CHA CHA |
|
E' opportuno precisare che l'adozione relativamente recent e (1951) dell'espressione 'cha cha cha' non significa che la data di nascita della danza sia la stessa della sua denominazione ufficiale: i movimenti di base, quantunque non precisamente codificati, potevano già esistere prima che si arrivasse alla formalizzazione musicale di questo nuovo genere. Per la maggior parte degli studiosi, le origini delle movenze di CHA CHA sono collocabili a Cuba all'inizio del 1900, nel periodo in cui si svilupparono son, danzòn, rumba e mambo. Questo ballo vede la sua diffusione a partire dai primi anni 50 negli Stati Uniti, adottato e diffuso da orchestre notevoli e da grandi musicisti; si cominciano anche a scrivere molte canzoni proprio su questo ritmo. Ia diviene una vera e propria irresistibile moda. Contemporaneamente comincia a diffondersi anche in Europa e nel 1958 arriva per la prima volta in Italia ma, contrariamente agli altri paesi, ottiene ben poco successo sia nel mondo specialistico della danza sia nelle masse popolari. Il musicista Enrique Jorrin è stato il primo in assoluto a costruire una precisa impalcatura ritmica del cha cha cha formalizzandolo musicalmente, anche se inizialmente non percepiva un genere musicale ben identificato, ma una sorta di miscuglio fra danze caraibiche e danze latino americane. Da questo miscuglio risulta però col tempo la composizione del nuovo ritmo che a partire da lui diviene un vero e singolare genere musicale con canoni propri e si rivela uno dei più divertenti e travolgenti balli di ogni tempo. E’ curioso anche cercare di conoscere le ipotesi sul significato dell’espressione “cah cha cha”. Una delle più accreditate le attribuisce
un’origine onomatopeica e a questo proposito ci sono due teorie; la
prima ricondurrebbe l’espressione al ritmo specifico del ballo
rappresentato dalla cadenza ritmica scandita da uno strumento di
accompagnamento e l’altra che la ricondurrebbe all’imitazione del
rumore ritmato delle scarpe che picchiano sul pavimento quando si
eseguono i passi. Questa ipotesi ci fa pensare ad una danza eseguita
non all'aperto, su pavimenti sconnessi, ma in locali con pavimenti
levigati. Lo chassè è una figura che richiede il pattinamento veloce
dei piedi; pertanto vuole una superficie liscia e non, ad esempio, di
terra battuta o coperta a prato. Un’altra ipotesi invece farebbe derivare il nome da
uno strumento particolare, un sonaglio realizzato con baccelli di
piante Nei balli di gruppo, nelle danze propiziatorie e nelle
manifestazioni religiose con accompagnamento di musiche e canti, le
guide che avevano compiti di coordinamento usavano tale sonaglio per
scandire il tempo e per segnalare la fine delle pause. Altra ipotesi ci è nota dal già citato Enrique
Jorrin che adottò l'espressione cha cha cha nel 1951 (dopo averlo
precedentemente chiamato 'mambo-rumba'). Egli, per definire in modo
univoco una danza che andava assumendo precisi connotati rispetto a
danzòn, rumba e mambo, scelse una denominazione che faceva
direttamente riferimento alla triplice marcatura della base ritmica da
parte dei danzatori. In realtà, Jorrin non aveva inventato niente: era
un attento osservatore di ciò che succedeva in pista, oltre ad essere
un bravissimo arrangiatore di mambo e danzòn. Mentre, ad una festa (al
chiuso?), eseguiva un mambo, notò che alcuni ballerini non
effettuavano la pausa sul battito, ma continuavano a muovere i piedi
in chassè. Magari non erano ballerini provetti, ma semplici
improvvisatori. Sta di fatto che eseguivano un movimento
significativoa coreico. Tanto è vero che Jorrin ne fu positivamente
colpito. Si deve, a tale proposito, solo aggiungere, che all'epoca si
ballava per imitazione; per cui è ipotizzabile che quel triplo passo
che Jorrin vedeva per la prima volta fosse già largamente usato al di
fuori delle conoscenze ufficiali. Molti studiosi considerano questo ballo una derivazione del mambo, anzi una sua riproposizione in chiave moderata. Altri affermano che esso derivi direttamente dal danzòn. E' interessante soffermarsi a riflettere proprio sulla prima denominazione inventata da Enrique Jorrin. Egli fu, in assoluto, il primo musicista a costruire l'impalcatura ritmica del cha cha cha, formalizzandolo musicalmente. Ma quando si trovò di fronte al problema di trovare un nome, non riuscì a far di meglio che chiamarlo 'mambo_rumba'. Il motivo di questa sua scelta sta nel fatto che egli percepiva non tanto o non ancora un genere autonomo e del tutto originale, ma un miscuglio, sia pure riuscito, di ritmi e sonorità preesistenti nelle danze caraibiche e latino-americane. Jorrin era realmente convinto che la semplice amalgamazione di elementi di rumba e di elementi di mambo non portasse oltre quanto già visto negli ambiti separati di rumba e di mambo, appunto. In realtà, ciò avveniva solo perchè mambo, rumba e danzòn erano danze e generi musicali già consolidati, mentre il cha cha non esisteva autonomamente. Ma Enrique Jorrin era un grande compositore: credette fino in fondo di poter inventare un nuovo ritmo, usando ingredienti familiari e domestici. E lo fece alla grande: perchè il cha cha, a partire da lui, è diventato uno dei più famosi generi musicali e dei più grandi balli di tutti i tempi. Il cha cha cha si diffuse sia come musica che come ballo a partire dal 1950. Negli USA era quasi una moda nel 1953, grazie a orchestre importantissime come Orquesta America e grazie a grandi musicisti come Tito Puente, Xavier Cugat e Perez Prado. Si formarono orchestre e gruppi specializzati con un alto numero di componenti, addirittura fino a quindici. La base ritmica lenta incoraggiava anche la formazione di gruppi vocali: molte furono le canzoni scritte su musiche di cha cha cha. Nel 1954 Enrique Jorrin portò in Messico questo nuovo genere musicale: riscosse un successo enorme. Ebbe tantissime richieste, dai locali, dalla radio, dalla televisione; al punto tale che per diversi anni lavorò con la sua orchestra esclusivamente nel Messico. Nei primi anni '50 il cha cha cha si diffuse in quasi tutta l'America Meridionale, mentre a Cuba esplodeva con la forza di una moda irresistibile. In Europa questo ballo è arrivato nel 1954. In Italia è entrato nel 1958, senza però ottenere immediatamente un grande successo. Gli osservatori dell'epoca registrarono tiepide reazioni, sia da parte dei ballerini che da parte delle masse. Negli anni 1959-60, mentre in America e in
Inghilterra era un ballo affermato con un vasto seguito di
appassionati, in Italia rimaneva nell'ombra. All'improvviso, nel 1961,
ebbe un inaspettato exploit grazie ad una soubrette all'epoca famosa,
Abbe Lane (compagna di Xavier Cugat), che, attraverso il piccolo
schermo, fece innamorare gli italiani: delle sue curve e
contemporaneamente del cha cha cha. Da quel momento si è stabilizzato
nelle abitudini e nelle preferenze del nostro popolo.
|