NY STYLE E MAMBO

 

Il Mambo ha una storia molto controversa, e sapere chi in realtà è il padre del mambo è veramente un dilemma. Salsanewyorkese, mambostyle, newyorkstyle, mambosalsa e chi più ne ha più ne metta, sono le terminologie che identificano lo stesso stile di ballo. Per salsa si intende una composizione di stili o movenze evolutesi nel tempo, e il mambo può essere definito come la “cellula” che le ha dato vita.
Due peculiarità hanno fatto sì che il Mambo si diffondesse e diventasse ciò che anche adesso è. Innanzitutto la sicurezza che alla base, il Mambo è cubano, perché a Cuba esso è stato concepito. Il Tropicana Night dell'Avana è stato il primo locale in senso assoluto in cui il mambo, appena nato, fu presentato nel 1943, mentre tutto il mondo era immerso nella guerra. Ma il mambo era, appunto, appena nato. Doveva crescere e diventare grande. 
Ma il mambo è anche americano perchè negli USA è diventato grande. Il Palladium Ballroom, la più grande sala esistente al mondo, a quei tempi, fece del mambo di Perez Darnase Prado la danza più bella e più amata di tutti i tempi.

 
In effetti a New York si balla il mambo. Nella Grande Mela rimangono ancora profondamente radicate influenze originarie portoricane e cubane che pur trasportati sulle scie della modernizzazione ed esigenze di mercato, riescono a mantenere inalterate le proprie origini e culture.
Ma vediamo adesso un po’ di storia. Mambo è il nome di una divinità cubana che è stata identificata nel dio della guerra. In onore di questa divinità si eseguivano danze all'aperto probabilmente solo maschili e comunque, per il loro carattere rituale, comandate da combattenti e capi tribù. Che il termine mambo rappresentasse precisamente questi balli o qualcuno di essi, non è scontato. Secondo alcuni studiosi il termine mambo  è stato usato a lungo per definire non tanto una tipologia di danze, ma tutta la musica di ispirazione religiosa, propria delle pratiche Voodoo, che faceva da base alle danze stesse. Tale musica serviva a mettere in contatto danzatori e divinità.

Secondo alcuni musicologi mambos equivale a 'sacerdotesse'. Qualcuno arriva a tradurre mambo in: 'colei che parla col Dio'. In entrambi questi due casi è evidenziata la centralità della funzione femminile negli affari di culto.   
Le ipotesi attualmente più accreditate sono due: il termine appartiene al linguaggio rituale voodoo di Haiti (il mambo è quella particolare musica religiosa che consente, attraverso la danza, di conversare con le divinità); il termine appartiene ad un antico dialetto cubano denominato nanigo (mambo è usato per identificare sia la musica che il relativo ballo).
Una cosa è certa: col passare del tempo, il termine mambo identificò inequivocabilmente un particolare modo di ballare, riferito specificamente al folklore popolare cubano. La danza perse il rigore formale delle grandi occasioni religiose e dei momenti drammatici legati, un tempo, a rituali di combattimento. Si presentava piuttosto come un contenitore ricco di spunti presi dal son e dal danzòn, miscelati su ritmi frenetici. Ne scaturiva un ballo nuovo e non completamente definito. Fu proprio la struttura flessibile della danza che ne consentì l'arricchimento successivo, attraverso l'assimilazione di  elementi africani  e di motivi appartenenti alla cultura jazz.


Il padre del mambo è il musicista cubano Darnase Perez Prado, nato a Matanzas il 1922, pianista, compositore e direttore d'orchestra. Questi esordì a L'Avana con l'Orchestra del Casinò de la Playa, puntando ad un mambo supportato dalla più ricca strumentazione possibile a quel tempo. A trentadue anni andò a Città del Messico, dove riscosse un grande successo, rivoluzionando le abitudini musicali (ed etiche) di tutta la nazione. Espulso perchè non in regola con le leggi che ordinavano il fenomeno della immigrazione, si trasferì a New York, dove in breve tempo fu incoronato "Re del mambo" (Cherry Pink, Que rico el mambo, Mambo n. 5). In America già esistevano locali dove andavano di moda i ritmi latini (Plaza Ballroom, Palladium); ma le folle non andavano in delirio. Quando arrivò il mambo invece, scoppiò una vera e propria febbre per tale ballo.

Il mambo diventò internazionale alla fine della seconda guerra mondiale. La diffusione, nel mondo, della musica del mambo e della relativa danza è dovuta a Celia Cruz (interprete di Guantanamera), a Frank Grillo, a Xavier Cugat e a Abbe Lane. Alla fine degli anni Quaranta furono molti i musicisti e i gruppi cubani che cercarono, e trovarono, fortuna in giro per le Americhe. Tito Puente  ne è uno dei massimi rappresentanti, assieme al suo compatriota portoricano Tito Rodriguez. Così come suscitò interessi e passione nelle masse giovanili e nel pubblico più aperto mentalmente, allo stesso modo, il mambo incontrò ostilità, preconcetti e divieti da parte delle autorità religiose e civili. In Messico e nel Sud America le figure di danza del mambo furono giudicate oscene dalla classe aristocratica e dalla Chiesa. Ma a nulla poterono le critiche, le condanne e i boicottaggi: il mambo aveva la forza di un ciclone, e come tale, spazzò via ogni ostacolo.  
La salsa raggiunge negli anni '70 il suo massimo splendore. É quella una epoca dorata sia per la musica che per il ballo. New York si arricchisce di locali, come ad esempio il mitico Corso, dove si riuniscono i migliori ballerini e le migliori orchestre latino-americane.
Sul finire degli anni '80, però, questo movimento entra in crisi, un po' a causa di una certa ripetitività di idee ma soprattutto in conseguenza del grande successo che stava ottenendo, anche tra la gioventù latina,  la “disco music” o huste un nuovo genere musicale pensato e costruito dall'industria discografica per il mondo delle discoteche. Fu un successo strabiliante, ma che durò poco.
 

Quando una moda finisce infatti, in attesa di crearne una nuova si finisce spesso e volentieri per recuperare il passato e quindi ecco che negli anni '90 torna prepotentemente alla ribalta il vecchio e mai dimenticato mambo. In realtà l'influenza del mambo sulla salsa newyorkese è sempre stata evidente al punto che ancora oggi sono in molti a definire questo tipo di ballo: "mambo-salsa" o "salsa-mambo". Una delle più grosse differenze tra la salsa cubana e quella newyorkese é che la prima deriva direttamente dal son, la seconda si ispira di più al mambo, in particolare quello dell'epoca dorata del Palladium. Come nel caso della salsa portoricana, una delle principali caratteristiche del mambo-salsa é che rimane essenzialmente un ballo in linea, a differenza di quanto succede nel casino cubano, che ha un movimento circolare fatto di continui scambi di posto. Il mambo newyorkese è inoltre caratterizzato da un'enorme utilizzo di passi liberi, open shines, che determinano una sfida di bravura tra l'uomo e la donna. Altra caratteristica del mambo-salsa (attitudine che si affermerà soprattutto nell'ambito delle scuole di ballo) é quella di essere ballato "en contratiempo", ovvero sul secondo tempo della musica, anche se a questo proposito si sono sviluppate diverse tecniche.

Negli ultimi anni l'apertura di alcune scuole specializzate ha contribuito in maniera decisiva alla diffusione di questo ballo anche tra comunità non strettamente latine. Grande importanza ha avuto l'opera del celebre Eddie Torres. La sua abilità è stata quella di combinare intelligentemente l'eleganza del mambo stile Palladium con le figure della salsa hustle, cioè un ballo molto figurato e acrobatico che fa della spettacolarità la sua arma vincente.
 

Molte sono le scuole che esistono a New York, ma la migliore rimane in ogni caso la strada o sarebbe meglio dire la pista dei vari club. É lì che é possibile vedere all'opera i ballerini più bravi ed é lì che è possibile cimentarsi con loro, anche se inserirsi in questo circolo esclusivo non è affatto facile, c’è da sottolineare, infatti, come nelle discoteche di New York la lotta tra le varie scuole e i vari maestri è accanita, al punto che spesso in pista si assistono a vere e proprie sfide a colpi di passi e di piroette.

Per quanto riguarda le tecniche di base della salsa newyorkese o salsa-mambo, possiamo dire che in quanto ballo il mambo, consente elaborazioni coreografiche e ritmiche veloci ed aggressive che i bailadores metropolitani sfruttano a pieno con intricate quanto spettacolari aspetti coreografici. Ciò che contraddistingue questo stle dagli altri sono le coreografie "in linea verticale", arricchite da velocissime piroette multiple da parte della donna, che partono da un cross body lead. Altra caratteristica del newyorkstyle sono le particolari sequenzialità delle “figure”, alle volte anche molto complesse, cui i bailadores aggiungono divertenti open shines. 
Caratteristica fondamentale del mambo o salsa n..y. stile è la marcatura dell' 1 musicale da fermo e successiva entrata sul 2 della musica da parte sia dell' uomo che della donna. Si balla infatti sulla clave 2/3. Molto coreografico, il n.y.style mambo sfrutta azioni combinate di giri veloci, movimenti di rumba cubana e posture di jazz dance che lo rendono estremamente vario e divertente.